Opinioni sul tema

I° Rete d’impresa in Italia senza notaio, autore: Enrico Mazza

In decreto dirigenziale del Ministero dello  Sviluppo economico del 7 gennaio 2015 efficace dal  15 gennaio ha finalmente introdotto il modello  standard tipizzato del contratto di rete,  consentendo di stipulare il contratto non solo per  atto pubblico o per scrittura privata autenticata  dove è richiesto l’intervento del notaio ma  anche per atto firmato digitalmente da ciascun  imprenditore o legale rappresentante delle imprese  aderenti.

I primi d’Italia a procedere a iscrivere  direttamente il contratto di rete nel Registro  delle Imprese senza passare dal notaio sono state  le 48 imprese di Catanzaro, che coinvolti in un  progetto promosso dalla Camera di Commercio del  capoluogo di regione hanno intrapreso un percorso  che tenterà di riqualificare il settore del  commercio, dell’artigianato e dei servizi della  città attraverso lo strumento innovativo del  contratto di rete denominato “ CATANZARO IN RETE”.

Non è stato per nulla semplice intanto perché  questo strumento innovativo veniva per la prima volta utilizzato per il rilancio delle attività di una città, ma l’innovazione nell’innovazione è rappresentata dal fatto che per la prima volta è stata costituita una rete senza notaio.

Malgrado ancora oggi gli uffici competenti non sono pronti e preparati ad accogliere ed elaborare le nuove procedure informatiche e telematiche (l’Agenzia delle Entrate non ha ancora pubblicato il software che consente l’uso completo delle procedure telematiche) i 48 imprenditori catanzaresi coinvolti ed assistiti dalla M.I.A. Mondo Impresa Azienda, coordinati dall’Amministratore Delegato Avv. Enrico Mazza, sono stati precursori ed apri pista della procedura telematica che ha consentito loro di aggregarsi in rete senza intervento del notaio.

Grazie a questa esperienza Catanzarese in Italia diventa più semplice la stipula dei contratti di rete in quanto non è necessario rivolgersi a un notaio, ma sarà sufficiente che siano gli stessi imprenditori a firmare digitalmente il contratto.

Come noto, con il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora a esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.

Grazie alle novità introdotte non sarà necessario il notaio neanche per le modifiche al contratto di rete in quanto dovranno essere redatte e depositate per l’iscrizione, a cura dell’impresa indicata nell’atto modificativo, presso la sezione del registro delle imprese cui è iscritta la stessa impresa. L’ufficio del registro delle imprese provvede alla comunicazione della avvenuta iscrizione delle modifiche al contratto di rete, a tutti gli altri uffici del registro delle imprese presso cui sono iscritte le altre partecipanti, che provvederanno alle relative annotazioni d’ufficio della modifica.

Ad uno strumento moderno si affianca una procedura moderna, che consentirà agli imprenditori italiani di aggregarsi, pur mantenendo autonomia e sovranità, telematicamente senza intervento del notaio.

LEGGI ARTICOLO

Reti di Impresa: Finalmente i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Articolo di Dott. Davide Moroni

Con la nuova circolare del 18 giugno 2013 n. 20/E l’Agenzia delle Entrate è tornata sul tema delle Reti d’impresa anche a seguito delle novità introdotte prima dall’art. 45 del D.L. 22 giugno 2012 n. 83 (c.d. “decreto crescita”), convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012 n. 134, e poi dall’art. 36 del D.L. 18 ottobre 2012 n. 179 (c.d. “decreto crescita bis”), convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012 n. 221.

LEGGI ARTICOLO

L’Aggregazione è la chiave per competere sui mercati

Articolo di Dott. Federico Sambuco

 

“Crisi come cambiamento, crisi come necessità di rivedere i propri passi e le proprie scelte di fronte ad un mercato in profonda revisione. In questo contesto preoccupante, vale la pena di ricordare che non tutte le aziende perdono quote di mercato”

LEGGI ARTICOLO